Un caso di follia irreversibile?

RICERCA E FORMAZIONE DI GIOVANNI MATERA

Pensare che dalla vita si debba soltanto ricevere, oltre che un’illusione, è soprattutto un errore poiché è lo scambio che ci migliora e arricchisce. Ciò, penso sia l’insegnamento più importante che abbia tratto dalla mia lunga esperienza d’imprenditore e di uomo. Non sono gli oggetti in sé a soddisfare le esigenze delle persone, ma le aspettative e il significato emozionale che tali beni rappresentano per loro.

Da queste semplici considerazioni nasce l’idea della presente rubrica, che offre, a un imprenditore come me, la possibilità di utilizzare un mezzo di comunicazione umana attraverso cui scambiare non solo oggetti e denaro ma anche conoscenza ed emozioni tra le aziende, la clientela e l’intera Comunità.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, è un imprenditore, qualunque sia il suo ruolo nella società: padre, madre, figlio/a, nonno/a, professionista, dipendente, precario/a o disoccupato/a. Ciascuno di noi è titolare dell’impresa di se stesso e, come tale, unico attore del proprio destino che non può ridursi a spettatore al teatro della propria esistenza.

Io sono titolare di un’impresa di arredamenti e potevo usare tutta questa pagina di giornale in maniera più “proficua” per la mia azienda, mostrandovi i miei rinomati mobili, ma in questo caso preferisco condividere con voi il risultato di anni di ricerca e formazione compiuti dal sottoscritto, in diverse parti d’Italia, con i migliori professionisti internazionali nel campo del nuovo Marketing Relazionale ed Esperienziale. Credete che il mio sia un caso di follia irreversibile?

Ebbene sì, lo è. E sapete da che cosa scaturisce questa follia? Dalla mia strenua opposizione all’idea di finire nel sogno di un altro! Sappiamo tutti che i sogni generano idee, e sono le idee che fanno girare il mondo. Di conseguenza, quando non abbiamo più idee, vuol dire che abbiamo smesso di sognare; ed è lì che finiamo nei sogni altrui, divenendo spettatori passivi della nostra esistenza.

Allora, follia per follia, consentitemi di osare fino al punto di dire che siamo finiti nel sogno di coloro che hanno prodotto questo spauracchio che ormai tutti chiamiamo “Crisi”. Okay, c’è la crisi, e tutti ne siamo coinvolti. Ma come ne usciamo? Di certo non facendoci intimorire al punto da oscurare la proiezione del nostro sguardo verso orizzonti più ampi, dove poter sognare ancora, generare nuove idee e realizzare nuovi progetti.

Per fare ciò è indispensabile una seria e profonda introspezione, alla fine della quale, però, bisogna porsi una semplice ma fondamentale domanda: Che cosa posso fare io?

Bene. Io, per cominciare, ho deciso di scrivere su questa pagina “Ricerca e Formazione”, che spero possa diventare un mezzo di scambio di esperienze ed anche un’arma di resistenza, contro la rassegnazione, il pessimismo e la resa, nelle mani di chi voglia vivere attivamente da protagonista la propria esistenza e non sopravvivere passivamente da comparsa nei sogni altrui.

Tratto dal libro “La cassetta degli Attrezzi” di Giovanni Matera.

Il libro “La Cassetta degli Attrezzi” è in vendita oltre che al caffè letterario il Don Chisciotte in Via Roma a Laterza, anche sul sito ufficiale www.giovannimatera.it 

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Buona lettura.

Giovanni Matera è nato a Laterza, nel 1955, dove dirige la Matera Arredamenti, della quale è proprietario. Sposato, con tre figli, è nonno di una splendida nipotina; è un fervido atleta di podismo amatoriale. È impegnato su vari fronti: nel sociale-culturale e nella promozione del territorio ionico. Scrive, di ricerca e formazione aziendale e umana, su diversi giornali locali e testate giornalistiche on line.

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